• Alfredo de Giglio

Il Blazer, questo conosciuto


A cura della redazione di Stilemaschile (www.stilemaschile.it)

Sulla giacca più usata e abusata del guardaroba maschile tutti gli uomini pensano di sapere tutto. Vediamo un po’… Ha una doppia nascita: il blazer militare da una parte, quello nautico dall’altra. Il doppiopetto, marziale e rigoroso, a 6 o a 8 bottoni, e la giacca colorata monopetto (di cui il blu è l’unico superstite) sono i due capostipiti, da cui derivano figli legittimi (come il boating blazer, quello a righe) e illegittimi. Anche l’origine del nome è doppio: c’è chi lo fa discendere dalla nave HMS Blazer che nel 1837 doveva ricevere la visita della Regina Vittoria e si dotò di una nuova giacca, c’è chi ne rintraccia l’etimo nel verbo inglese ablaze, splendere, per i colori accesi dei primi modelli. Il blazer a petto singolo fu l’antesignano delle felpe, come ci indicano vecchi film o illustrazioni degli primi decenni del ‘900, usato per andare a giocare a tennis o sopra un costume al mare. Di inverno, il blazer è di flanella o di saglia, in estate, in tela di lana. I bottoni devono essere di metallo, dorato o argentato, meglio se bombati (quelli piatti sono un po’ datati). Con bottoni diversi è una semplice giacca blu ed è l’unica che può andare con scarpe nere. Basta vedere dei figurini degli anni ’30 in cui giacca blu e pantaloni di flanella bianchi erano completati da un paio di scarpe nere e lucide in occasione semi-formali. Col blazer vero e proprio, scarpe marroni, meglio se di camoscio. Cravatte regimental o a pois. Camicia bacchettata blu o rossa, oppure celeste. Pantaloni di flanella grigia e chinos beige sono il meglio nelle due stagioni principali. Evitare il binomio blazer e jeans, troppo ma troppo banale… Ma ora vediamo cosa dicono alcuni dei libri più belli sull’eleganza maschile.

Vestiti, usciamo (Chiara Boni, Luigi Settembrini. Arnoldo Mondadori Editore, 1986). «Blu scuro, quasi nero, assolutamente doppiopetto, va portata d’inverno solamente con calzoni di flanella grigio-scura e, qualche volta, in versione particolarmente sportiva, con pantaloni in covercoat beige-verde. L’uso selvaggio del blazer con i blue-jeans, fatto anche da personaggi insospettabili, è tanto ovvio e banale da apparire decisamente deplorevole. Le scarpe da abbinare devono essere necessariamente marrone, meglio se di camoscio: bene anche le cosiddette ‘desert boots’… tache e taschini applicati…. Oggi, soprattutto a Parigi, c’è una certa tendenza a a usare il blazer (con scarpe nere) in serate eleganti ma non troppo, proprio in luogo dello smoking… D’estate regge perfino, talvolta, l’assenza di cravatta: ed è forse l’unica giacca che se lo può permettere… (in questo caso, ndr) sarà utile la presenza di un fazzoletto colorato nel taschino.»


Manuale di Eleganza Maschile (Tatiana Tolstoi, Sonzogno, 1988) «... L´eleganza nel vestire la si conserva persino in Egitto e non lo si può negare guardando Victor, al quale si darebbero facilmente vent´anni di meno. Non molto tempo prima era stato ricoverato in ospedale al Cairo, come mi aveva raccontato uno dei suoi conoscenti quando non avevo ancora incontrato lui in persona, e gli amici lo avevano giudicato abbastanza anziano e abbastanza male in arnese da aspettarsi di dovergli dire addio. Uno di loro socchiude la porta della camera e si avvicina con molta attenzione al capezzale. Starà dormendo, Victor, oppure è in coma, si domanda l´amico, ma lo rassicura immediatamente un occhio che si apre, poi l´altro. Dopo qualche frazione di secondo, con gran sollievo dell´amico, Victor lo riconosce. «Raouf, dice, promettimi una cosa ... " Che non si prometterebbe in simili circostanze? L´amico si china su Victor e, poiché immagino che gli sia difficile parlare, lo vedo piuttosto prendere a mo´ di risposta la mano del malato e sforzarsi di sorridere per raccogliere il suo testamento spirituale. Distrutto dalla malattia, Victor tarda a consegnare il messaggio. Chiederà forse che l´amico si prenda cura di una persona cara? Che prosegua un´opera da lui intrapresa? Gli parlerà della vita, dell´amore, di Dio? "Raouf, promettimi di non portare più scarpe nere con un blazer.»

L’Eleganza Maschile (Giorgio Mendicini. Mondadori, 1996)

«… la giacca blazer fece parte delle tenute sportive degli studenti dei college inglesi, usata sopra i pantaloni di flanella (spesso bianca), sin dalla fine del secolo scorso. In seguito cominciò a comparire anche in altre situazioni e, fissatasi definitivamente nella foggia a doppiopetto, di panno o di saglia blu, questa giacca divenne per un periodo di tempo quasi una uniforme per i frequentatori degli yacht club o dei tennis club. Negli anni trenta, ad esempio, era la tenuta più in voga nei centri balneari americani. Di regola, dovrebbe essere indossata con pantaloni chiari di flanella, con cravatte regimental e con scarpe marroni, considerato il suo carattere decisamente marinaro e sportivo. Nondimeno la sua diffusione ne ha fatto ormai un indumento da città e per il lavoro, anche nel modello doppiopetto, da indossare su pantaloni grigi… In ogni caso, il blazer blu non andrebbe mai, in nessun caso, abbinato con scarpe nere.»



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